domenica 20 luglio 2008

Dr.Horrible's Sing-Along Blog

Come sa chi frequenta questo blog, Joss Whedon è l'autore televisivo che prediligo, per profondità di scrittura e originalità di produzione.
Non potevo, quindi, non dedicare un post al suo ultimo lavoro, Dr.Horrible.
L'ultima creazione di Whedon è un prodotto ibrido da diversi punti di vista: si tratta di una mini-serie - 3 episodi da circa 13 minuti l'uno -; è un prodotto per il web, disponibile gratuitamente sul sito e poi scaricabile da ITunes a pagamento; è una fantasy-drama-comedy story con protagonista un super-villan indeciso tra la conquista del mondo e l'amore della sua vita.

Come è nel segno distintivo dell'autorialità di Whedon, Dr.Horrible presenta già dalla prima scena un rovescimento del punto di vista: infatti, la storia è raccontata dal punto di vista del cattivo che lascia i suoi messaggi sul suo videoblog; ma come è prassi nel Whedonverse, il cattivo non è totalmente cattivo, è più un dropout, un emarginato, un po' per forza, un po' per scelta. Come tutti i cattivi Dr.Horrible (interpretato da Neil P.Harris) ha una sua nemesi, Captain Hammer (interpretato da Nathan Fillion, volto noto ai fans di Whedon), classico supereroe apparentemente dai buoni sentimenti ma, in realtà, tutto muscoli e ego.
Hammer contende a Horrible la bella Penny (Felicia Day) che sarà protagonista di un finale molto triste.

La storia, come anticipato, è una continua ibridazione di stili e generi con il musical come filo conduttore. Non è la prima volta che Whedon si cimenta con il musical (basta ricordare Once More With Feeling, episodio di Buffy che può essere tranquillamente annoverato tra i capolavori del picccolo schermo) ed anche qui il risultato è una più che gradevole sequenza di canzoni e coreografie. Lungo tutta la storia è evidente lo stile di scrittura di Whedon, i suoi giochi linguistici, il suo umorismo mai banale.

Da sottolineare l'origine produttiva della serie: l'idea è nata nel corso del lungo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood che ha messo forzatamente a riposo Whedon & co. per parecchi mesi. Da questa pausa è nata l'idea di sviluppare un prodotto non prettamente televisivo ma gratuitamente fruibile sul web.

Interessante sarà vedere gli sviluppi futuri del prodotto: oltre all'uscita del DVD ricco di extra - anticipata sul sito dallo stesso Whedon - bisognerà capire se questa opera restera unica o se sarà l'inizio di una serialità crossmediale. Molto dipenderà dalle possibilità economiche di sfruttamento del prodotto.

Intanto ci godiamo ancora un pizzico di Whedon!

giovedì 17 luglio 2008

A Rebecca

Permettete un breve post personale per dire BENVENUTA REBECCA, la mia seconda nipotina!
Complimenti a mamma Valentina e papà Paolo!!!!!
Rebecca è nata a Roma il 14 luglio, pesa Kg.2,300.

Un bacione da zia Barbara!!!

sabato 12 luglio 2008

Il tempo degli Adult Drama



Sono stati lanciati quasi contemporaneamente nell'estate del 2007. Uno è prodotto dalla Showtime, l'emittente che si sta caratterizzando in questi anni come produttore di qualità e, soprattutto, di serie con argomenti "difficili". L'altro è prodotto dalla AMC, emittente strettamente legata al mondo cinematografico.

Sto parlando di Californication e Mad Med, due prodotti televisivi che rientrano nella categoria dell'adult drama. Il primo è ambientato nella California dei giorni nostri dove regna il cinismo, il disincanto e il dio-denaro. Il protagonista Hank Moody è uno scrittore che vive il dilemma del successo, ottenuto grazie alla trasposizione filmica di un suo libro in una versione sciocca e romantica. Trasferitosi da New York a Los Angeles, odia la città degli angeli ma è obbligato a viverci per stare vicino alla figlia e per lavoro. Il suo sfogo è il sesso senza limiti, seducente e occasionale. La serie è stata trainata dalla presenza nel ruolo del protagonista di David Duchovny, il Fox Mulder di X-Files. Lo stile di questa serie è una regia agile e accattivante in un setting ricco di fascino dove i protagonisti si muovono tra case di design e macchine sportive. Il linguaggio è eplicito ma mai volgare o fastidioso.
Diverso il punto di partenza di Mad Men. La serie - creata da Matthew Weiner già sceneggiatore e produttore per The Sopranos - è ambientata nella New York degli anni sessanta nello spietato mondo dei pubblicitari. Anche qui regna il cinismo e la lotta al successo: il valore di un uomo è misurato dal suo successo in campo professionale, il valore di una donna è misurato dal suo successo nello scegliere il giusto marito.
La serie ha uno stile retrò e nostalgico per un'epoca in cui fumare era concesso ovunque.

A ben guardare, le due serie hanno in comune diversi tratti pur essendo apparentemente molto diverse. Entrambe evidenziano l'importanza del successo professionale, negli anni sessanta come oggi, e la possibilità di raggiungere il successo calpestando i sentimenti altrui.
Anche la rappresentazione familiare è simile con Hank Moody che corteggia la sua ex compagna e madre di sua figlia pur passando da un flirt all'altro e Don Draper, protagonista di Mad Men, che è padre e marito amorevole pur avendo una relazione extra-coniugale stabile.
I protagonisti non rinunciano alla soddisfazione sessuale più elementare ma ricercano o ambiscono ad una stabilità che solo la famiglia può concedere.
Infine, il ruolo femminile: le donne di Mad Men sono solo delle comparse in uno scenario di successo. La loro maggiore ambizione è sposare l'uomo giusto che consenta loro di vivere il sogno americano, casa e famiglia. Ma anche dopo cinquant'anni, la situazione non è molto migliorata. In Californication le donne girano tra locali cercando la conquista giusta. E non è un caso che Hank dica alla sua conquista, avvocato divorzista: "sei la prima donna con cui sono stato che lavori".